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L'ARTE DI SAPER FARE

 


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Diodoro Gregorio

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Diodoro Gregorio

Da una strofa di Giuseppe De Vita:

".....'Ncasa nosta, a lu Ciliento, avìa fatto meno ranni la uerra"

Da un terra di contrasti, un misto di marine e montagne di una bellezza qua delicata, là selvaggia, ma quasi sempre intatta, con case e paesi immersi nel paesaggio e che raccontano storie antichissime. Il Cilento è lo scrigno che conserva il cuore della Campania: i maestosi resti della civiltà greca, i ricordi classici, le rocche feudali, le torri costiere che rammentano le scorrerie saracene; di qui la sua atmosfera di terra immutata nel tempo.

Il Cilento costituisce una continuo scoperta di bellezze naturali: si passa dai possenti ulivi centenari, dai boschi di lecci e faggi, a dorati arenili lunghi chilometri lambiti da un mare cristallino..., canneti, e poi anfratti, calette, porticciuoli, e grotte, e fra questi ancora qualche diruta torre di guardia che, secoli e secoli fa, avvertiva le popolazioni del piano, di giorno con il fumo e di notte col fuoco, delle incursioni saracene provenienti dal mare.

Da questa terra sulle prime alture della provincia di Salerno negli anni del boom economico Gregorio Diodoro decideva di emigrare per cercare lavoro e come lui tanti altri in quegli anni.

*La mancanza cronica di occupazione nelle città, che si andavano anche gonfiando demograficamente, l'assenza di uno sviluppo industriale (mal sostituito dalle alterne vicende dell'industria edilizia), la crisi in cui cadeva progressivamente la piccola proprietà contadina, costituirono le ragioni di fondo, a metà degli anni '60, della nuova ondata migratoria delle masse lavoratrici meridionali. Dapprima orientata verso le zone industriali dell'Europa, la nuova massa di emigranti andò progressivamente spostandosi verso le regioni del nostro « triangolo », man mano che queste si espandevano richiamando nuova forza lavoro. Questo grande spostamento di masse dal Sud al Nord del Paese, dalla campagna alla città, che trasferì annualmente centinaia di migliaia di individui, percorrerà in forme socialmente drammatiche anche il decennio successivo, gli anni '60, e segnerà profondamente una fase dello sviluppo nazionale. *

E cosi come in un estrazione del lotto della vita e del destino il giovane Diodoro approda prima in germania poi in lombardia e veneto e infine in emilia romagna: apprendendo sempre nuove tecniche da altri artigiani e formando ogni volta nuovi aspiranti calzolai che come lui arrivavano dal sud dell'Italia in cerca di lavoro.

Un antico mestiere, come quello del ciabattino, si trasforma in un affascinante viaggio nel tempo che fu, nell'intramontabile storia delle emozioni, in un dovuto omaggio ad una professione, nutrice di genuini talenti e di verace esistenza.

E' una storia italiana come tante altre alte che oggi vive una nuova esperienza grazie anche ad Internet.